Sommario:
- 1. Circolazione delle persone e dei modelli divorzili in Europa.
- 2. Il problema del riconoscimento del ‘divorzio unilaterale’ e del ripudio islamico: la giurisprudenza italiana ed europea.
- 3. Il divorzio islamico e la tutela dell’Europa all’uguaglianza di genere.
- 4. Riferimenti bibliografici
Il Regolamento n. 1259 del 2010 disciplina il riconoscimento nei Paesi dell’Unione di provvedimenti di separazione e divorzio relativi a cittadini di nazionalità diverse, anche extraeuropee.
Questa sostanziale apertura dell’ordinamento europeo alle decisioni straniere che affermino lo status dei separati e dei divorziati, tuttavia, non può mai coincidere con un’abdicazione ai valori fondamentali della persona, affermati nella Convenzione EDU e nella Costituzione, in particolar modo quello di uguaglianza e non discriminazione per motivi di genere.
In questo senso, le fattispecie divorzili su volontà unilaterale del marito, formate per atti privati sulla base della sharia, non ricadono nella sfera di applicazione del Regolamento e non possono essere riconosciute nei Paesi europei, perché contrarie al diritto di difesa e di uguaglianza delle donne.