Sommario:
- 1. Un po' di storia
- 2. Dalla Costituzione “materiale” del diritto sindacale a quella “formale”: la sentenza 231/2013
- 3. (Segue). La revisione inclusiva del procedimento contrattuale.
- 4. La “virata” della sentenza 156/2025 …
- 5. … e le motivazioni della scelta
- 6. Rappresentatività comparata e rappresentatività effettiva: un binomio (im)possibile?
- 7. Gli adattamenti consentiti, le difficoltà persistenti …
- 8. … e l'ambito di verifica della rappresentatività comparata
- 9. Riferimenti bibliografici
Il contributo esamina la sentenza n. 156/2025 della Corte costituzionale, approfondendone le dinamiche applicative. A tal fine, l'Autore ritiene imprescindibile calare la pronuncia nella storia della regola statutaria: una storia fortemente segnata dalla stessa Consulta, con i cui precedenti confrontarsi è doveroso. Sicché, chiarito il diverso percorso seguito dalla sentenza n. 156/2025 rispetto a quello intrapreso dalla sentenza n. 231/2013, l'Autore insiste sulla necessità di adattare il criterio della rappresentatività comparata alla verifica della rappresentatività effettiva: dagli anni '70 condizione per la ragionevolezza dell'art. 19. Rivista la comparazione in chiave inclusiva, infine, l'indagine affronta i criteri attraverso cui e l'ambito nel quale appurare la rappresentatività.



