Editoriali

29.12.2025

In ricordo di Stefano Evangelista

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Il ricordo di Stefano Evangelista in occasione del ventesimo anniversario dalla scomparsa, fervente studioso, Consigliere della Sezione Lavoro della Corte di cassazione e componente fisso delle Sezioni Unite, Direttore dell’Ufficio del Massimario.

Sono trascorsi venti anni dalla scomparsa di Stefano Evangelista, la cui opera fervente di studioso ha lasciato un segno indelebile nella storia della Corte di cassazione, all’interno della quale egli svolse le funzioni di consigliere della Sezione Lavoro, componente fisso delle Sezioni Unite e Direttore dell’Ufficio del Massimario.

 

A lui si deve la ricerca e l’approfondimento di una prospettiva nomofilattica del giudizio di legittimità, intesa a garantire la uniformità delle decisioni e la tutela efficiente dei diritti. A questa ricerca è collegata la sua idea di una rassegna sistematica della giurisprudenza, che egli per primo realizzò all’interno del Massimario, finalizzata alla individuazione e fissazione di princìpi di diritto enucleati dalle decisioni della Corte (secondo il metodo che egli amava definire l’”arte di levare”, ricordando la tecnica degli scultori rinascimentali).

 

Nell’àmbito di questa opera di sistemazione, Stefano Evangelista contribuì non poco alla elaborazione di interventi di riforma intesi alla semplificazione del giudizio di cassazione, ma anche alla razionalizzazione del giudizio di merito. Assunsero un’importanza fondamentale, al riguardo, i princìpi da lui elaborati, e magistralmente enunciati nelle sentenze da lui redatte, sui limiti del vizio di motivazione censurabile in cassazione e sul valore probatorio della non contestazione dei fatti costitutivi della domanda, che furono infine recepiti dal Legislatore.

 

I medesimi intenti animarono la sua intensa attività scientifica e, in particolare, la lunga e proficua collaborazione con Giustizia civile, caratterizzata da uno scrupoloso e incessante impegno di selezione e di analisi della giurisprudenza e della dottrina.

 

Dopo la sua scomparsa, i consiglieri della Corte, che ne avevano condiviso l’opera e l’idea, vollero ricordarlo con la realizzazione di due successive raccolte di saggi, pubblicate in due successive edizioni (Il nuovo giudizio di cassazione, 2007 e 2010, Giuffrè), accomunati dalla configurazione di un nuovo giudizio di legittimità, vòlto alla elaborazione di un sistema di precedenti giurisprudenziali e alla creazione di un diritto vivente.

 

Ma l’opera di Evangelista mai cessò di essere ricordata, e tuttora risulta giornalmente vivificata mediante lo studio e la citazione delle sentenze da lui scritte, che continuano ad essere immancabile ausilio per la comprensione della complessa vicenda del processo.

 

E convive, con l’attualità della sua opera di finissimo giurista, il ricordo di un Uomo giusto e mite, Maestro paziente e amico sincero.

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