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Arbitrato e processo civile 22.03.2018

Quattro anni di successi

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GiustiziaCivile.com compie quattro anni. Ci abbiamo pensato un po’, ma alla fine ogni ritrosia è stata superata: e così abbiamo intitolato questo editoriale scrivendo chiaramente della nostra soddisfazione.

 

Una prima grande sfida era di costruire giorno dopo giorno una rivista scientificamente accreditata in grado di seguire l’elaborazione del diritto civile in tutta la sua enorme estensione, proponendo quotidianamente contributi suddivisi per tipologia (note, articoli, approfondimenti, editoriali), caratterizzati da format di alta leggibilità, ma allo stesso tempo attenti non solo alla evoluzione pratica del diritto, ma anche alla qualità scientifica dei contenuti.

 

La sfida è stata vinta.

 

Il caso, se non unico, è raro. Lo sforzo, anche organizzativo, che si nasconde dietro i contributi che vengono quotidianamente pubblicati su GiustiziaCivile.com è davvero notevole: ne deriva un aggiornamento costante del lettore con riguardo a tutte le aree del diritto civile, commerciale e processuale, con testi che vengono tutti vagliati (ad eccezione degli editoriali) non solo, inizialmente, dai componenti della direzione, ma anche, successivamente, da esperti revisori scientifici, di cui viene garantito l’anonimato.

 

Ci preme però sottolineare il conseguimento di un secondo obiettivo, per noi ancora più importante. È stata vittoriosamente superata la sfida di offrire agli operatori del diritto contributi per l’aggiornamento professionale, la valutazione critica della giurisprudenza e la redazione degli atti (stragiudiziali e giudiziari) che coniugano l’efficienza pratica con la scientificità nel metodo e nei contenuti. Era questa una sfida veramente difficile in tempi di svilimento della qualità professionale degli operatori del diritto, spesso indotti dal mercato editoriale ad accontentarsi di prodotti estremamente semplificati, davvero poco adatti alla reale complessità dei compiti professionali, complessità di certo aggirabile attraverso improbabili scorciatoie.

 

A prima vista sembrerebbe ovvio che il lavoro quotidiano del giurista – sia esso magistrato, avvocato o notaio – non sia comprimibile né semplificabile oltre certi limiti, volendo rimanere un lavoro effettivamente professionale, e non dilettantesco. Tuttavia, la sfida di prendere veramente sul serio la qualità e l’onore insiti nelle professioni giuridiche, scommettendo sui lettori e sulla loro esigenza di prodotti all’altezza della preparazione tecnica e culturale necessaria a svolgere con reale competenza le professioni nel mondo del diritto, era tutt’altro che facile in tempi di semplificazione imperante e di accentuata mortificazione del lavoro culturale.

 

Abbiamo vinto questa sfida insieme a tutti i nostri lettori che, seguendo quotidianamente la rivista, hanno confermato l’esigenza dei professionisti di lavorare con prodotti editoriali di qualità, smentendo l’assimilazione tra “giurista pratico” e “praticone del diritto”, quest’ultimo accontentabile da una letteratura giuridica fatta di manualetti semplificati per soluzioni frettolose e rabberciate.

 

La soddisfazione cresce ancora di più considerando come in GiustiziaCivile.com i ruoli si sommino tra gli appartenenti a quella che inizia a delinearsi come una grande comunità. Gli altri direttori che pure ci affiancano, i componenti dei comitati editoriali, i revisori sono anche autori di numerosi contributi e attenti lettori della rivista; gli autori provengono dall’accademia, dalla magistratura, dalle altre tradizionali professioni, senza escludere anche le autocandidature dei lettori che vogliono cimentarsi anch’essi in contributi autorali.

 

Con GiustiziaCivile.com sembra proprio che si stia realizzando la convinzione di Tullio Ascarelli, secondo cui il diritto non è opera solitaria dello studioso erudito, decisione sovraordinata del giudice, elaborazione dell’atto nel chiuso dello studio del notaio o dell’avvocato. Il diritto non è niente di tutto questo. Il diritto è invece un’opera collettiva; un prodotto culturale della collettività dove tutti collaborano. La posta in gioco è l’edificazione quotidiana del diritto: di quel prodotto che consente il vivere civile in società.

 

E allora grazie a tutti.

 

Grazie all'Editore.

 

Grazie cari direttori; grazie cari valutatori; grazie cari autori.

 

E grazie a tutti voi, carissimi lettori.

 

E complimenti a tutti per questa meravigliosa opera collettiva.

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