Lavoro

Direttori di area:
Prof. Marco Marazza, Prof. Franco Scarpelli, Pres. Paolo Sordi


Comitato editoriale:
Gabriele Franza, Valerio Maio, Orsola Razzolini, Simone Varva, Micaela Vitaletti

Articoli 04.09.2019

Profili giuslavoristici della “riforma Lorenzin”

di Leggi dopo

Il presente contributo, che rappresenta il primo spunto di una più approfondita analisi dei profili prettamente giuslavoristici della c.d. riforma Lorenzin, ha quale obiettivo primario quello di valutare l'impatto che la l. n. 3 del 2018 può avere sulla regolamentazione dei rapporti di lavoro dei professionisti sanitari a seguito dell'introduzione di Ordini ed Albi....

Note 22.08.2019

Tutela reintegratoria ex art. 18: requisiti delle previsioni disciplinari conservative dei contratti collettivi e dei...

di Leggi dopo

Nel licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo quando il fatto contestato e provato è contemplato da una previsione del contratto collettivo ovvero del codice disciplinare come punibile con sanzione conservativa, il licenziamento è illegittimo e si applica la tutela reintegratoria attenuata di cui dall'art. 18, comma 4, l. n. 300 del 1970. In mancanza di una previsione...

Editoriali 24.07.2019

La retromarcia del legislatore sui criteri di calcolo del danno differenziale

di Leggi dopo

Con l'art. 3-sexies, comma 1, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34 (c.d. Decreto “Crescita”) convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58, il legislatore ha abrogato le lett. da a) a f) dell'art. 1, comma 1126, della legge n. 145 del 2019 (legge di bilancio 2019) che avevano parzialmente novellato gli artt. 10 e 11 del d.p.r. n. 1124 del 1965 (T.U.) e l'art. 142, comma 2,...

Approfondimenti 17.07.2019

La funzione dell'indennità risarcitoria nel contratto a tutele crescenti

di Leggi dopo

L'A., dopo aver analizzato le differenti funzioni assolte dalla responsabilità civile, mette in evidenza come, anche a seguito della sentenza della Corte costituzionale, tuttavia, rimane ancora incerta l'idoneità dell'indennità a ristorare il pregiudizio subito dal lavoratore, che può rivendicare, altresì, anche il danno non patrimoniale secondo le regole del diritto comune. L'A., inoltre,...

Approfondimenti 12.07.2019

Licenziamento illegittimo e risarcimento del danno: questioni ancora aperte e tecniche di tutela

di Leggi dopo

Il contributo analizza le discipline in tema di licenziamento con riferimento alle conseguenze economiche di quelli illegittimi, soffermandosi sulla natura - indennitaria o risarcitoria - delle tutele ivi previste. Lo studio viene condotto evidenziando le ricadute pratiche delle varie soluzioni proposte. Nonostante la scarsa precisione dei testi di legge è possibile riconoscere natura...

Articoli 24.06.2019

L'impatto della declaratoria di incostituzionalità sulle pronunce pendenti

di Leggi dopo

La sentenza della Corte Costituzionale n. 194 del 2018 ha sovvertito il metodo di calcolo dell'indennità per licenziamento illegittimo, creando pareri contrastanti in relazione ai limiti minimi e massimi entro cui essa può essere determinata. Sebbene sia pacifica l'applicabilità della pronuncia ai licenziamenti intimati prima della pubblicazione della decisione, occorre approfondire come il...

Approfondimenti 14.06.2019

Il criterio dell'anzianità di servizio per la quantificazione del risarcimento nel licenziamento illegittimo e il...

di Leggi dopo

Come noto, la Corte Costituzionale con la sentenza n. 194 del 2018, in parziale accoglimento delle questioni sollevate dal giudice del lavoro presso il Tribunale di Roma [1], ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 3, comma 1, d.lgs. n. 23 del 2015, anche nella versione modificata con il d.l. n. 87 del 2018 [2], poi convertito in l. n. 96del2018, nella parte in cui vincola la...

Approfondimenti 11.06.2019

Disparità di trattamento, «fluire del tempo» e licenziamenti collettivi

di Leggi dopo

L'A., prendendo le mosse dalla recente pronuncia della Corte costituzionale sull'art. 3, co. 1, d.lgs. 4 marzo 2015, n. 23 (Corte Cost., 8 novembre 2018, n. 194), rileva come, proprio a seguito di tale pronuncia, la disparità di trattamento tra "vecchi" e "nuovi" assunti introdotta dal Jobs Act si sia fatta ancora più evidente ed irragionevole, specie nell'ambito dei licenziamenti collettivi.  

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