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Arbitrato e processo civile 05.05.2017

Giustiziacivile.com compie 3 anni, il saluto dell'Editore

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Illustre signor Ministro, illustri Presidenti delle Corti, illustri relatori e cari presenti, sono onorato di porgervi il mio saluto ed esprimo un sincero ringraziamento per la partecipazione a questa iniziativa, magistralmente coordinata dagli amici Prof. Giuseppe Conte e Cons. Fabrizio di Marzio e convintamente sostenuta dalla Casa Editrice Giuffrè che qui rappresento.

L’onore peraltro è pari all’orgoglio di partecipare come editore specializzato nel diritto e fortemente orientato all’innovazione tecnologica, alla sfida culturale e organizzativa della semplificazione degli atti nel processo che s’inserisce nella più ampia trasformazione in senso digitale e telematico del Sistema Giustizia Italia.

Questo incontro di studi è stato organizzato anche per celebrare il terzo anniversario del rilancio della storica rivista Giustizia civile, fondata nel 1953 da mio nonno Antonino, e della creazione della nuova rivista digitale giustiziacivile.com. frutto di un progetto culturale unitario, ben meditato e a lungo discusso con i direttori scientifici. Un progetto editoriale al quale è stato chiesto di perseguire un duplice obiettivo: salvaguardare e rilanciare la nobile tradizione di una testata storica e rispondere alle esigenze, profondamente mutate, dell’odierno operatore del diritto, che chiede una rivista moderna, di agile consultazione, veicolata attraverso la rete digitale e adeguata a sollecitare un confronto tra dottrina e giurisprudenza secondo percorsi e modalità completamente rinnovati. La ragione del successo di questa come di altre recenti iniziative editoriali di trasferimento tecnologico, risiede nel fatto che entrambi questi obiettivi siano stati fortemente ricercati, progettati e raggiunti.

Le grandi riviste di diritto, doverosamente e per prassi, storicamente incontrano la comunità giuridica in occasione di grandi convegni. Nei convegni di Giustizia Civile – come già nel 2013 a Tivoli e nel 2014 a Cassino – la novità è stata quella di voler favorire l’incontro ai massimi livelli, come qui testimoniato, tra avvocatura, magistratura, accademia e mondo delle istituzioni. Ciò anche e naturalmente perché il tema della giustizia civile è di per sé trasversale e genera un importante confronto culturale e giuridico in un momento delicato per il nostro Paese. Con le dovute proporzioni e la necessaria modestia, in questi occasioni ci piace vedere il piccolo contributo che un editore specializzato riesce a portare alla società, al diritto, alla comunità giuridica e alla sfida tutta italiana di una giustizia digitale, sfida culturale e organizzativa che l’Editore cerca di affrontare creando servizi ad alto valore aggiunto a sostegno di avvocati e magistrati in una logica sempre più pressante di semplificazione, accelerazione e razionalizzazione.

Da un punto di vista strettamente editoriale, quale considerazione può trarre un imprenditore specializzato in editoria giuridica da condividere ed offrire alle riflessioni di un pubblico più ampio? In primo luogo, che i processi di trasferimento tecnologico e di ristrutturazione delle tradizionali testate debbano avvenire in modo accorto e consapevole, salvaguardando ed anzi rilanciando quei valori di autorevolezza e rigore scientifico che le caratterizzano; in secondo luogo che, nell’abbracciare l’utilizzo delle nuove tecnologie, occorre evitare con fermezza una prospettiva di disintermediazione che comporta inevitabilmente il disperdersi di preziose competenze professionali rendendo poco qualificate e sostanzialmente superficiali e disordinate le iniziative editoriali. Gli strumenti digitali infatti hanno moltiplicato le fonti informative e la facilità di circolazione delle informazioni – queste non sempre attendibili – rendendo ancor più necessario che in passato l’intervento di figure autorevoli ed esperte che sappiano svolgere un’opera adeguata di mediazione informativa: le informazioni vanno filtrate, sottoposte a rigoroso vaglio scientifico, organizzate in un sistema per poterle offrire in tempi brevissimi alle molteplici e spesso frenetiche attività dell’odierno operatore del diritto.

All’inizio di questo mio breve intervento ho evocato l’orgoglio. Mi riferivo all’orgoglio dell’editore che ritiene di aver dimostrato che anche nel mondo di internet e della new economy, caratterizzato da una molteplicità di informazioni a costo zero, si giustifica un intervento imprenditoriale che organizzi in modo accorto e sapiente risorse e strumenti al fine di realizzare un progetto editoriale complesso e ben articolato, di elevata qualità scientifica e grande praticità ed impatto professionale.

Vi ringrazio e vi auguro buon lavoro.

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