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Obbligazioni e contratti 05.03.2024

La natura giuridica della cessione di cubatura: una questione ancora aperta

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Sommario:

  1. 1. La frammentarietà della dottrina
  2. 2. L'incostante evoluzione giurisprudenziale
  3. 3. L'attuale posizione della giurisprudenza di legittimità
  4. 4. Conclusioni
 

La qualificazione della natura giuridica della cessione di cubatura costituisce uno dei temi più controversi del diritto urbanistico italiano e da anni è oggetto di molteplici ricostruzioni ermeneutiche contrastanti, alimentate dal quasi totale silenzio legislativo. All'interno di questo complesso scenario un ruolo fondamentale è ricoperto dalla giurisprudenza di legittimità, chiamata a dare soluzione ad una questione apparentemente teorica, ma dalle rilevanti implicazioni pratiche, prime fra tutte quelle di natura fiscale. Certa dottrina, alquanto diffusa, ritiene che le più recenti Cass., Sez. Un., n. 16080/2021, che si sono pronunciate sul tema avrebbero risolto, chiudendo definitivamente, l'annoso dibattito circa la natura giuridica della cessione di cubatura riconoscendole natura meramente obbligatoria. Eppure, ciò sembra essere smentito dalla più recente Cass. n. 1476/2022 ad essere tornata sul punto la quale, cercando di chiarire il principio di diritto contenuto nelle suddette e poco cristalline Sezioni Unite, esclude che quest'ultime abbiano inteso riconoscere alla cessione di cubatura natura meramente obbligatoria. La presente disamina, nell'intento di dimostrare come il dibattitto sulla natura giuridica della cessione di cubatura sia tutt'altro che chiuso, intende offrire una lettura dell'attuale posizione della giurisprudenza di legittimità maggiormente in linea al combinato disposto delle sue due più recenti pronunce.