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Soggetti e nuove tecnologie 12.03.2026

Trasferimento dei dati negli Stati Uniti: un complicato percorso verso diritti e garanzie

Visualizzazione ZEN

Sommario:

  1. 1. Considerazioni introduttive
  2. 2. Il quadro normativo di riferimento
  3. 3. Le deroghe previste dalla direttiva comunitaria
  4. 4. Il “safe harbour”: cos’era?
  5. 5. Il caso Schrems e le relative sentenze della corte di giustizia UE
  6. 6. La sentenza Schrems I
  7. 7. L’impatto giuridico ed economico della sentenza Schrems I
  8. 8. Il Privacy Shield e la nuova autorizzazione del garante italiano
  9. 9. Riflessioni intermedie complessive
  10. 10. Il trasferimento dei dati all’estero nel GDPR
  11. 11. Focus sulle BCR (art. 47 del GDPR)
  12. 12. La sentenza Schrems II
  13. 13. Sviluppi successivi
  14. 14. La nuova decisione di adeguatezza del quadro UE-USA per la protezione dei dati
  15. 15. L’esperienza italiana: il caso “Google Analytics”
  16. 16.  La pronuncia del Tribunale dell’Unione Europea 
  17. 17. Conclusioni
 

L'Autrice tratta una delicata tematica, sempre più controversa negli ultimi anni: il trasferimento dei dati personali verso gli Stati Uniti, in base ad un'analisi multilivello, che valorizza, come necessario, l'apporto della giurisprudenza europea e del Garante nazionale, che con i suoi provvedimenti, nel tempo, ha cercato di assicurare la correttezza e legittimità dei trattamenti in rilievo. Ciò con la necessaria consapevolezza che, le criticità proprie del trasferimento in questione (in particolare, l'accesso occulto e generalizzato, da parte delle Agenzie di intelligence statunitensi, ai dati dei cittadini europei, oltre che di quelli americani, senza adeguate garanzie rispetto ai diritti degli interessati, per asserite esigenze di sicurezza nazionale) sono, per lo più, applicabili anche rispetto ad altri Paesi esteri.