Il recente decreto legge 12 settembre 2014, n. 132, convertito con modificazioni in legge 10 novembre 2014, n. 162, è intervenuto sulla disciplina delle spese processuali (circoscrivendo le ipotesi di compensazione) e su quella degli interessi di mora dovuti a seguito della proposizione della domanda giudiziale (ora assai più elevati), così in sostanza incidendo – sia pure in maniera indiretta – sul c.d. “diritto di aver torto”, ossia sul diritto di ottenere dal giudice una decisione sulla propria azione o sulla propria difesa, che spetta a priori anche alla parte che soccomberà nel giudizio e che costituisce un’indubbia “garanzia di libertà”.
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Arbitrato e processo civile 27.02.2015
Il “diritto di aver torto” e gli oneri economici a carico del soccombente nel processo
di Marco Gradi