Diritti reali e condominio

Direttori di area:
Prof. Fabio Addis, Cons. Mauro Criscuolo, Prof. Vincenzo Cuffaro, Prof. Francesco Macario, Prof. Mariano Robles


Comitato editoriale:
Guglielmo Bevivino, Andrea Bucelli, Nicola Rumine

Note 24.08.2021

Espropriazioni sulla «prima casa» e illegittimità costituzionale della (seconda) proroga della sospensione da Covid-19

di Leggi dopo

La proroga della sospensione delle espropriazioni immobiliari sull'abitazione principale del debitore esecutato di cui all'art. 54-ter  d.l. n. 18 del 2020, conv., con modificazioni, dalla l. n. 27 del 2020, fino al 30 giugno 2021, disposta dall'art. 13, comma 14, d.l.n. 183 del 2020, conv., con modificazioni, dalla l. n. 21 del 2021, è costituzionalmente illegittima per violazione degli artt....

Note 12.03.2021

Gli effetti della nullità della costituzione di un diritto di uso esclusivo su parti comuni dell'edificio condominiale

di Leggi dopo

La pattuizione avente ad oggetto l'attribuzione del cd “diritto reale di uso esclusivo” su una porzione di cortile condominiale, costituente, come tale, parte comune dell'edificio, mirando alla creazione di una figura atipica di diritto reale limitato, idoneo ad incidere, privandolo di concreto contenuto, sul nucleo essenziale del diritto dei condomini di uso paritario della cosa comune sancito...

Note 04.11.2020

Il condòmino è “terzo” rispetto al condominio: il senso imperfetto della Cassazione per l'ente di gestione

di Leggi dopo

La quietanza di pagamento sprovvista di data certa anteriore al pignoramento è inopponibile al condòmino che sottoponga ad espropriazione forzata il credito del debitore esecutato verso il proprio condominio, in quanto egli è terzo rispetto al rapporto contrattuale da cui origina il credito stesso

Note 10.09.2020

Rapporto tra condominio ed amministratore: mandato collettivo o mandato congiunto?

di , Leggi dopo

Il rapporto tra condomini ed amministratore s'inquadra nell'ambito del mandato, in particolare nella figura del mandato collettivo la cui revoca, ai sensi dell'art. 1726 c.c., non ha effetto qualora non sia fatta da tutti i mandanti, salvo che ricorra una giusta causa. Ne consegue l'inefficacia della revoca che il singolo condomino pretenda di far valere nei confronti della pubblica...

Note 20.08.2020

La qualificazione giuridica del contratto con cui si concede il lastrico solare a terzi per l'installazione di...

di Leggi dopo

Con la pronuncia in commento, le S.U. Civili della Corte di Cassazione hanno ammesso la possibilità che il contratto con cui il titolare del lastrico solare ceda in godimento, a titolo oneroso, la facoltà di installarvi e mantenervi per un determinato lasso temporale un ripetitore ovvero altro impianto tecnologico, di cui la controparte detenga la disponibilità ed il godimento, possa essere...

Note 22.06.2020

La terrazza contesa: (modesto) contributo al sindacato giurisdizionale sulle deliberazioni dell'assemblea del condominio

di , Leggi dopo

La locazione infra-novennale, anche a chi non sia condomino, di una parte comune dell'edificio condominiale può essere ritenuta atto di amministrazione ordinaria, essendo finalizzata al miglior godimento per tutti i condomini delle cose comuni, anche mediante la loro utilizzazione indiretta (locazione, affitto). Ne consegue che per approvarla è sufficiente anche una deliberazione adottata dall...

Note 10.06.2020

Il criterio comparativo e la tutela inibitoria atipica nella disciplina delle immissioni

di Leggi dopo

Le immissioni, pur contenute nei limiti previsti dalla legge, possono ritenersi intollerabili ai sensi dell'art. 844 c.c. in relazione alla situazione ambientale, variabile da luogo a luogo, secondo le caratteristiche della zona e le abitudini degli abitanti, tenendo conto della rumorosità di fondo sulla quale si innestano i rumori denunciati come immissioni abnormi (c.d. criterio comparativo).

Note 29.05.2020

Immissioni intollerabili ex art. 844 c.c. e regolamentazione pubblicistica: quale indipendenza?

di Leggi dopo

Sono immissioni illecite, ai sensi dell'art. 844 c.c., anche quelle che, pur non superando la soglia limite prevista da appositi regolamenti ministeriali, risultano intollerabili alla luce della situazione ambientale e dunque delle caratteristiche della zona e delle abitudini degli abitanti.

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