Crisi d'impresa

Direttori di area:
Cons. Roberto Amatore, Avv. Giuseppina Ivone, Prof. Daniele Vattermoli


Comitato editoriale:
Soraya Barati, Camilla Bolognini, Marco Conforto, Clarisa L. Ganigian

Note 28.10.2015

Le concrete modalità di esecuzione del piano concordatario accettate dai creditori diventano insindacabili perché ...

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TRIBUNALE DI AREZZO - 19 dicembre 2014, n. 158  -  Le concrete modalità di esecuzione del piano concordatario (tra cui quelle di liquidazione) sono parte integrante dell’accordo e, in quanto accettate, sono insindacabili perché “contrattualizzate”.

Approfondimenti 19.10.2015

Comunione legale e concordato preventivo dell’imprenditore individuale

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Le pagine sono dedicate alle relazioni concettuali e sistematiche tra il regime di comunione legale e la procedura di concordato preventivo. L’ipotesi del ricorso per concordato preventivo promosso da parte dell’imprenditore coniugato in comunione è stata poco meditata dalla dottrina ed è pressoché assente dalla rassegna delle decisioni giurisprudenziali....

Note 15.10.2015

Le Sezioni Unite pongono fine all’uso del criterio della differenza tra attivo e passivo fallimentare

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CASS. CIV. - sez. un. - 6 maggio 2015, n. 9100 - Nell’azione di responsabilità promossa dal curatore del fallimento di una società di capitali nei confronti dell'amministratore della stessa, l'individuazione e la liquidazione del danno risarcibile dev'essere operata avendo riguardo agli specifici inadempimenti dell'amministratore, che l'attore ha l'onere di allegare, onde possa essere...

Note 08.10.2015

Sulla proponibilità dell’istanza di ammissione al passivo limitata agli interessi moratori, dopo l’avvenuta...

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CASS. CIV. - sez. civ. - 27 gennaio 2015, n. 6060  -  Nell’ambito della complessiva attività procedimentale volta ad ottenere l’ammissione allo stato passivo di un credito per corrispettivo di effettuata prestazione professionale, costituiscono pretese pecuniarie diverse – e quindi separatamente proponibili – quella inerente al capitale, ovvero al compenso dovuto in senso stretto, e quella...

Articoli 06.10.2015

Sulla responsabilità dell’attestatore ex art. 161, comma 3, l. fall. nei confronti dei creditori

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È da ritenersi ormai consolidata nella giurisprudenza di legittimità la impostazione per la quale la attestazione richiesta dall’art. 161, comma 3, l. fall. in ordine a «la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano» sia funzionale alla tutela dei creditori da considerarsi «naturali destinatari della funzione attestatrice» unitamente al tribunale.

Note 30.09.2015

Sul potere di iniziativa del Pubblico Ministero per la dichiarazione di fallimento nel concordato preventivo

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CORTE APP. GENOVA – sez. I – 22 gennaio 2015, n. 6 - Non è ammissibile l’iniziativa del Pubblico Ministero per la dichiarazione di fallimento al di fuori delle ipotesi disciplinate dagli artt. 7, 162, 173, 179 e 180l. fall....

Note 22.09.2015

Sulla data di decorrenza del termine annuale ex art. 147 cpv. l. fall. per la dichiarazione di fallimento dell’ex...

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CASS. CIV.- sez. I -  21 gennaio 2015, n. 1046  -  Qualora abbia alienato la partecipazione sociale prima della dichiarazione di fallimento della società, l’ex socio di s.n.c. (o l’ex socio accomandatario di società in accomandita, semplice o per azioni) può essere dichiarato fallito in estensione del fallimento sociale ai sensi dell’art. 147 l. fall. entro il termine di un anno decorrente...

Articoli 15.09.2015

Onere della prova e soglia oggettiva di fallibilità: i profili interpretativi

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Ai sensi dell’’art. 15, ultimo comma, l. fall. «non si fa luogo alla dichiarazione di fallimento se l’ammontare dei debiti scaduti e non pagati risultanti dagli atti dell’istruttoria prefallimentare è complessivamente inferiore a euro 30.000». Si tratta di una norma di carattere eccezionale non suscettibile di applicazione analogica ad ipotesi diversa dalla dichiarazione di fallimento dell...

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