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Banca finanza assicurazioni 18.12.2017

Usurarietà sopravvenuta: un problema ancora (parzialmente) aperto

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Sommario:

  1. 1. Premessa.
  2. 2. Fondamento di una differenziazione della soluzione del problema della c.d. “usurarietà sopravvenuta”, a seconda che esso si ponga con riferimento ad operazioni di finanziamento “con piano di ammortamento predefinito” ovvero in operazioni di finanziamento “ad utilizzo flessibile”.
  3. 3. (Segue): il problema dell'usurarietà sopravvenuta nei finanziamenti ad utilizzo flessibile.
  4. 4. L'esclusione della rilevanza dell'usurarietà sopravvenuta (nei mutui a tasso fisso) secondo una (apparentemente) diversa spiegazione.
  5. 5. (Segue): l'incidenza dell'art. 1 della l. 28 febbraio 2001 n. 24 (di interpretazione autentica della l. n. 108 del 1996).
  6. 6. Qualche considerazione sui rimedi (generali) esperibili in presenza di un tasso-soglia divenuto inferiore al tasso (fisso) a suo tempo legittimamente pattuito tra le parti : a) cenni al rimedio della nullità e a quello l'eccessiva onerosità del tasso di interesse che superi il tasso-soglia vigente ratione temporis.
  7. 7. (Segue): b) il ricorso alla buona fede.
 

La recente pronuncia delle SS.UU. in materia di usurarietà sopravvenuta sembra da ascrivere decisamente al novero di quelle che risolvono solo parzialmente il problema che affrontano, circostanza – va subito detto – che è in parte sicuramente da imputare anche alla delimitazione del thema decidendum imposto dall'oggetto della controversia che ha occasionato la sentenza.