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Approfondimenti

Banca finanza assicurazioni 16.01.2017

Nuove tecniche di tutela del contraente debole nei contratti finanziari

di Leggi dopo

La nozione di consumatore ribadita nell'art. 2 della Dir. 2011/83/UE, rappresenta notoriamente il prototipo del soggetto giuridico del mercato connotato da particolari elementi di debolezza. Il diritto comunitario ha da tempo approntato diversi strumenti di tutela dedicati a tale specifica categoria di soggetti che contratta con il professionista, tesi a rimediare alla condizione di asimmetria genetica o funzionale del rapporto esistente inter partes emerse nella moderna prassi commerciale, quali: l'inserimento di clausole vessatorie unilateralmente predisposte nei contratti standard, la...

Note

Lavoro 13.01.2017

Licenziamento collettivo e limitazione dell'ambito di riferimento ad un settore aziendale

di Leggi dopo

TRIBUNALE DI ROMA – sez. lav. – 20 luglio 2016 (ord.) - Nell’ambito di una procedura di licenziamento collettivo, la riduzione del personale deve, in linea generale, investire l'intero ambito aziendale, potendo essere limitato a specifici rami d'azienda soltanto se caratterizzati da autonomia e specificità delle professionalità utilizzate, infungibili rispetto alle altre. Ciò in virtù del doppio richiamo dall'art. 5 della l. n. 223 del 1991 alle esigenze tecnico produttive ed organizzative del complesso aziendale. 

Approfondimenti

Obbligazioni e contratti 12.01.2017

Buona fede e clausola risolutiva espressa: il ruolo formante della giurisprudenza

di Leggi dopo

L'agire dei contraenti va valutato, anche in presenza di una clausola risolutiva espressa, secondo il criterio generale della buona fede, sia quanto alla ricorrenza dell'inadempimento che del conseguente legittimo esercizio del potere unilaterale di risoluzione, sicché, qualora il comportamento del debitore, pur integrando il fatto contemplato dalla suddetta clausola, appaia comunque conforme a quel criterio, non sussiste l'inadempimento, né i presupposti per invocare la risoluzione, dovendosi ricondurre tale verifica non al requisito soggettivo della colpa, ma a quello, oggettivo, della...

Note

Soggetti e nuove tecnologie 11.01.2017

Illecito disciplinare, circostanza attenuante del ravvedimento operoso ed omessa pronunzia

di Leggi dopo

CASS. CIV. - sez. II - 11 luglio 2016, n. 14130 - L'omessa pronunzia da parte del provvedimento impugnato in ordine ad una delle eccezioni proposte dal ricorrente determina la nullità della decisione, anche qualora nel ricorso non venga fatto espresso richiamo ai principi di cui all'art. 112 e art. 360 n. 4 c.p.c., purché nelle motivazioni del ricorso possa rinvenirsi un univoco riferimento alla nullità derivante dalla detta omissione.